Sunday, September 17, 2017

certificazione impianti e dichiarazione di conformit� come deve essere fatta

certificazione impianti e dichiarazione di conformit� come deve essere fatta


La Dichiarazione di Conformit� degli Impianti (DiCo per gli amici) � un documento assai importante ma spesso, e purtroppo, sottovalutato sia dalle imprese e sia soprattutto dai committenti delle opere, che invece dovrebbero essere i pi� interessati a pretenderle correttamente compilate e dotate degli allegati necessari. Le DiCo sono fondamentali per poter vendere o affittare un immobile, ma sono spesso essenziali anche nelle fasi successive di una ristrutturazione.
brevemente, vediamo cosa � una DiCo. La certificazione degli impianti esiste da diversi anni: fu introdotta infatti con la legge 46/90, pi� di recente sostituita dal DM 37/08. La DiCo � il documento che attesta che limpianto � stato realizzato seguendo le norme di riferimento (in genere le norme UNI, CIG e CEI), che � stato eseguito da personale qualificato, e che � adatto allambiente in cui � stato realizzato. � una sorta di libretto di circolazione dellimpianto, ed � quindi molto importante: comprereste un auto usata priva del libretto di circolazione o con un libretto redatto in modo parziale?

La DiCo � obbligatoria per gli impianti di nuova realizzazione (vedremo dopo quali impianti) ed ogni impianto realizzato successivamente allentrata in vigore del DM 37/08 la deve necessariamente avere. Solo per gli impianti realizzati antecedentemente al 2008 � possibile redigere una Dichiarazione di Rispondenza (DiRi) di cui allart. 7 comma 6 del DM 37/08, che consiste di fatto in una dichiarazione di conformit� postuma in cui il tecnico che la redige verifica che limpianto rispetta le norme in vigore al momento della realizzazione dello stesso. Dunque in caso di acquisto o vendita di un immobile, verificate la data di esecuzione degli impianti e regolatevi di conseguenza. Se avete degli impianti effettuati posteriormente al 2008 privi della DiCo, di fatto non c� modo di "sanare" la situazione se non facendo rifare limpianto da capo o quasi.

Le DiCo devono sempre essere accompagnate da un progetto dimpianto, il quale � sempre obbligatorio. Negli impianti pi� "semplici" pu� essere un documento altrettanto semplice, almeno per� composto da uno schema planimetrico (per esempio negli impianti elettrici deve prevedere una planimetria almeno con individuazione delle scatole di derivazione e relative zone servite) e una breve descrizione testuale che pu� ricomprendere anche la descrizione sui materiali utilizzati, che � un altro documento obbligatorio. Se limpianto ha le caratteristiche descritte allart. 5 comma 2 del Decreto, allora il progetto deve essere redatto da un tecnico abilitato e depositato al comune contestualmente allistanza urbanistica (se necessaria, altrimenti va comunque depositato in comune allapposito ufficio); se invece non vi rientra, pu� essere redatto dal responsabile tecnico della stessa impresa installatrice.

Il ministero ha predisposto un modulo-tipo per le dichiarazioni di conformit�. Limpresa pu� anche personalizzarlo, ma � comunque indispensabile che siano contenuti tutti i dati indicati nel modulo allegato al DM 37/08. Esistono in commercio dei prestampati copiativi.

Le DiCo si redigono alla fine dei lavori (a differenza del progetto che, laddove ricada nellart. 5 comma 2 deve essere fatto sempre prima) e devono sempre e comunque essere consegnate allufficio comunale preposto. Per Roma, lufficio coincide con il Dipartimento PAU (credo possano essere inviate anche via PEC alla casella dipartimentale, ma non ho mai direttamente sperimentato) per gli immobili oggetto di permessi di costruire e DIA dipartimentali, mentre dovrebbero essere inviate ai municipi per le pratiche di loro competenza (sul punto non ci sono indicazioni chiare, e comunque i municipi non sembrano attrezzati in tal senso). Le DiCo devono essere depositate successivamente al deposito del fine lavori ed entro trenta giorni dalla protocollazione di tale documento: la responsabilit� del deposito del documento � dellimpresa esecutrice (art. 11 comma 1), dunque committente e direttore lavori non hanno responsabilit� in eventuali disattenzioni di tali obblighi. Lart. 11 tuttavia � ambiguo: indica difatti che lobbligo di deposito vige quando gli impianti sono realizzati in immobili dotati di certificato di agibilit�, di fatto escludendo quindi quei fabbricati che ne sono privi (o perch� realizzati e completati prima del 1934 o perch� il certificato non � mai stato richiesto).

Gli impianti che sono soggetti allobbligo di DiCo sono praticamente tutti, e sono esaustivamente elencati allart. 1 comma 2 del DM 37/08. Di seguito riporto degli esempi di impianti che sono soggetti a DiCo nelle classiche ristrutturazioni di appartamenti o piccoli locali commerciali. Nellelenco, � specificato in quali casi si ricade nellobbligo di dover redigere un progetto da tecnico abilitato e depositato in comune prima dei lavori (ricordo che il progetto, per quanto possa essere semplificato, deve sempre essere redatto ed allegato alla DiCo ma non deve essere depositato prima dei lavori; se si ricade invece nei casi di cui al comma 2 dellart. 5 il progetto deve necessariamente essere redatto da un tecnico abilitato e deve essere depositato in comune prima dellinizio dei lavori, oltre poi ad essere allegato anche alla DiCo):
  • impianto elettrico - lobbligo di progetto redatto da professionista scatta sempre al di sopra dei 6kW di potenza impiegata, oppure in abitazioni con pi� di 400mq (credo sia corretto considerare la SUL e non il calpestabile, sebbene non sia specificato) o locali commerciali con pi� di 200mq. Se non si rientra negli obblighi di progetto redatto da professionista, alla DiCo � sufficiente allegare: lo schema di impianto elettrico che pu� coincidere con il progetto; lo schema del quadro elettrico; la relazione sui materiali utilizzati; un breve testo descrittivo dellimpianto e delle norme di sicurezza applicabili.
  • impianto di trasmissione segnale tv: pu� essere inserito nella DiCo dellelettrico. Pu� essere utile redigere uno schema di impianto a parte in caso di maggiore complessit�.
  • impianto di riscaldamento a caldaia - lobbligo di progetto redatto da professionista scatta qualora limpianto venga realizzato in un edificio dotato di canna fumaria collettiva ramificata (in genere, i condomini in cui ci sono i riscaldamenti autonomi, dove le caldaie scaricano in canne fumarie collettive) indipendentemente dalla potenza installata. In questi casi lobbligo di progetto redatto dal professionista sembra scattare anche in caso di semplice sostituzione del generatore di calore esistente. La DiCo � necessaria per qualunque opera che riguardi limpianto, anche per sola sostituzione del generatore di calore ed anche in caso di assenza di canna fumaria ramificata (in quel caso come detto serve il progetto redatto dal professionista abilitato e depositato in comune). Il progetto in questo caso non � semplice, perch� va redatto secondo i dettami della legge 10/91 e smi, ed in particolare in base ai dettami dellultimo decreto energetico. Purtroppo ci� significa che ladempimento della redazione del progetto pu� avere un costo non irrilevante, poich� il tecnico che lo redige deve comunque rilevare e simulare il comportamento termico dellintero immobile, anche in caso di lavori molto semplici; il progetto di questo tipo non � lattestato di prestazione energetica. Leggi anche quanto scrivo nel prossimo punto. Per espressa previsione di norma (art. 284 d.lgs 152/06) alle di.co. degli impianti termici deve essere allegata una specifica e separata dichiarazione relativa al fatto che limpianto rispetta le regole tecniche delle canne fumarie nonch� i limiti di emissione del generatore di calore (art. 285 e 286 del d.lgs. 152/06).
  • impianto di climatizzazione a pompa di calore - lobbligo di progetto redatto da professionsta qui scatta al di sopra di una potenza di 40.000 frigorie/ora (46,5 kW), che � una potenza ragguardevole che viene raggiunta solo da impianti di grandi dimensioni e molto difficilmente da impianti asserviti a singole unit� residenziali o piccole unit� commerciali. Anche in questo caso, come per i riscaldamenti a caldaia, il progetto non � affatto semplice, perch� prevede la realizzazione di un vero e proprio progetto ai sensi della legge 10/91 e smi. Alcuni ritengono sufficiente realizzare uno schema impianto e una descrizione materiali simile a quella degli altri impianti: io non ho la certezza di come ci si debba comportare, dato che il Decreto dice esplicitamente che i progetti devono "essere redatti conformemente alle norme in vigore" senza specificare norme puntuali o altro.
  • impianto di distribuzione del gas - qui lobbligo di progetto redatto da professionista scatta al di sopra dei 50kW di potenza termica dei terminali di utilizzo, intesa - secondo me - come somma delle potenze degli elementi che lo utilizzano. in un appartamento quindi andrebbero sommate le potenze della caldaia con quelle dei fuochi della cucina; generalmente non si superano i 50kW ma � bene far fare un calcolo nel caso in cui si abbia una caldaia particolarmente potente.
  • impianto di ventilazione od aerazione dei locali - qui non sono specificate casistiche in cui il progetto vada depositato. Si intende comunque soggetto a DiCo anche il semplice impianto di estrazione meccanica dei bagni ciechi, poich� non ci sono casi di esclusione.
  • impianti idrici di carico e scarico acqua - anche qui non ci sono casi in cui sia obbligatorio il deposito del progetto redatto da professionista abilitato, dunque esiste solo lobbligo di DiCo. Il progetto da allegare alla DiCo pu� anche essere un semplice schema delle utenze e dei punti carico/scarico acqua.
Ovviamente la certificazione ed il progetto sono obbligatori anche per altri tipi di impianto, come quelli antincendio e degli ascensori: non li ho riportati nellelenco di cui sopra perch� il post, come quasi tutti quelli del mio blog, sono tarati per le ristrutturazioni dellesistente. 

Ho riportato le indicazioni di cui sopra in uno schemino, ingrandibile cliccandoci:


In linea di massima mi sembrano corretti gli esempi DiCo riportati su questo sito.

Dunque riassumendo, la DiCo:
  • deve sempre contenere almeno i seguenti allegati: progetto dellimpianto che pu� coincidere con lo schema dimpianto nei casi non ricompresi nellart. 5 comma 2. il progetto deve contenere anche delle indicazioni per la sicurezza nelluso dellimpianto (questo aspetto � pi� importante in quegli impianti realizzati in luoghi particolari: nelle abitazioni residenziali pu� secondo me essere omessa o coincidere con un prestampato di regole generali del corretto uso); descrizione dei materiali utilizzati; schema dellimpianto, che nei casi non ricompresi nellart. 5 comma 2 pu� coincidere con il progetto stesso; la copia della visura di camera di commercio dellimpresa installatrice.
  • deve sempre essere depositata presso lufficio preposto del Comune in cui ricade limmobile oggetto di installazione (tranne i casi in cui non ci sia lagibilit� del fabbricato, ma questo aspetto � controverso secondo me), nonch� ovviamente essere consegnata al committente ed al direttore dei lavori, laddove nominato, dopo il deposito. Al committente deve essere consegnata anche la ricevuta dellavvenuto deposito.
N.B.: Il post � basato sullo studio della normativa e sullesperienza personale dellautore: si declina ogni responsabilit� in caso le informazioni qui riportate non fossero veritiere o non pi� aggiornate.